di Marianna Pandolfo
Marianna Pandolfo racconta l’intreccio fra la figura storica della bisbetica e la donna contemporanea. Partendo dall’album brat di Charli XCX, questo testo riflette sull’immagine della ‘ragazzaccia’ e sulla figura storica della bisbetica, riletta in chiave contemporanea. Attraverso riferimenti culturali, letterari e pop, si esplora il modo in cui le donne oggi sfidano le aspettative sociali, rifiutando l’addomesticamento. Il parallelismo con Caterina de La bisbetica domata diventa simbolo di ribellione e orgoglio femminile, è un inno alla sorellanza, alla libertà di esprimersi, alla disobbedienza come atto di consapevolezza.
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Nell’estate del 2023, Charli XCX, cantante pop britannica, ha pubblicato un album intitolato brat. Il tema centrale è l’essere una ragazza: si parla di amicizia, sorellanza e del costante paragone tra donne, spesso irrazionale e inevitabile, ma che finisce per generare dolore e insicurezza. “Brat” è un termine che indica una ragazza indisciplinata, rissosa, dispettosa. Una ragazzaccia, insomma. Le sue marachelle sono, ovviamente, tutte dirette ai maschi —
i veri “nemici”.
È un gioco o una messinscena? Di certo, c’è la volontà di allargare i confini dell’umorismo e spingersi oltre (avviso per il pubblico maschile).
Per questo ho voluto riconoscere a Charli XCX il merito di aver lasciato un’impronta culturale che va ben oltre una semplice tendenza passeggera: la sua opera interpreta con lucidità lo zeitgeist contemporaneo, attraverso una comunicazione mirata ed efficace.
Mi è subito venuta in mente la figura della bisbetica, che incarna perfettamente questo spirito di sfrontato rimprovero. La common scold era considerata un disturbo pubblico: una donna litigiosa e irascibile, che turbava la quiete collettiva con continui battibecchi. Il termine latino per indicare l’autrice di questo “reato”, communis rixatrix, è di genere femminile, a sottolineare come solo le donne potessero esserne accusate.
Ho immaginato Caterina, la “scold” de La bisbetica domata, come una vera party girl che vaga verso casa per le vie illuminate della città, ascoltando musica malinconica nelle cuffiette. L’ho vista vestita con look ispirati alle it-girls di Instagram, delle copertine di moda e delle vie del centro. Il make-up è scuro, audace, e la rende ancora più spietata. La sua immagine si trasforma in un’icona: simbolo di una generazione che si esprime senza paura, sfidando le convenzioni con spirito ribelle, alla continua ricerca del divertimento, senza preoccuparsi delle conseguenze. Alla fine, non viene “addomesticata”, ma si conforma a una società che non osa più chiederle di cambiare o sottomettersi. Non rinuncia alle proprie ambizioni e non si chiude nel silenzio. Le norme sociali imposte dal marito non sono più accettabili: in un contesto moderno, il matrimonio non rappresenta più la repressione dell’individualità femminile.
Ecco cosa avrebbe detto Caterina, se si fosse sentita libera di brontolare — e brontolare ancora — disobbedendo a tutto ciò che voleva.
Vergognatevi! Voi che pensate che le donne debbano essere tutte uguali, ma lo pensate veramente? Volete farci tutte con lo stampino? Siamo delle fotocopie? Create a vostro piacimento, siamo degli oggetti? La mia fronte aggrottata è proprio quello che sembra, sono rughe e sguardo spietato. È tutto quello che ho da dire e il mio corpo non può nascondere il mio disappunto. Pensate che sia brutta? Benissimo, è proprio il mio obiettivo! Dovete smetterla di sessualizzare il corpo femminile. Gli sguardi sono sprezzanti? Bene, vuol dire che ve li meritate. “Decorosa”, “Amabile”, ma siatelo voi!
Una donna alterata è una fonte di potere: grandiosa, luminosa, piacevole, bellissima, fa talmente tanta invidia che diventa spaventosa, vi fa sentire piccoli e vi impaurisce.
Ora parlo a voi, bambine, ragazze, donne: siate voi la vostra sposa, la vostra signora, la vostra vita, la vostra custode, la vostra sovrana! Siate voi a prendervi cura di voi stesse, del vostro sostentamento, esponetevi per mare e per terra per raggiungere, anche se con fatica, i vostri obiettivi. Ci sarà la tempesta, ci sarà freddo, non fatevi trattenere dall’apparenza del tepore casalingo in cui non state bene, non vi sentite al sicuro e non vi sentite voi stesse. Il prezzo che pagherete è alto, forse non sembra, ma nessuno vi ridarà indietro il tempo e le esperienze che vi siete precluse. La moglie non deve obbedire al marito, lui non è un principe perché voi non siete delle principesse.
Siate scorbutiche, lamentatevi, siate acide ma soprattutto ribelli. L’onesto volere dev’essere sempre il vostro, siate oneste con voi stesse e poi con gli altri.
Provo molta tristezza quando vedo altre donne così sottomesse. La guerra non si fa, non è mai una buona cosa, ma in questi casi mi viene proprio la voglia di una rivoluzione. Non siamo tenute a servire ai pranzi e alle cene, a cucinare per forza i grandi pranzi di Pasqua e le grandi cene di Natale, però tutti se lo aspettano. Dovremmo amare, sì, ma amare col cuore e non dover obbedire ad amori che non ricambiamo. E per non parlare dei nostri corpi, devono essere sempre perfetti, belli, tonici, senza peli e senza difetti, dobbiamo assomigliare a delle Barbie per essere davvero accettate e ammirate.
“[…] And if you cannot, best you stop your ears. My tongue will tell the anger of my heart,
Or else my heart concealing it will break, and rather than it shall I will be free, even to the uttermost as I please in words.”
[…] Se voi non ci riuscite, tappatevi le orecchie! La mia lingua darà sfogo alla rabbia che ho nel cuore, o il mio cuore, a trattenerla, esploderà. Ma piuttosto che ciò accada voglio sentirmi libera, fino alle estreme conseguenze, di dire quello che mi garba.
Volevano addomesticare anche me, un tempo. Ci hanno provato ma non ci sono mai riusciti. Dicevano che peccassi di superbia, che ero sempre pronta a ribattere, fare polemica. Dicevano “ah, ma non si può più nemmeno scherzare?” e intanto gli unici che ridevano erano loro. Solo ora mi sono accorta di quanto la nostra vita sia preziosa, la nostra essenza, la nostra diversità. Siate orgogliose di voi stesse, della vostra volontà di non conformarvi a niente, non abbassate mai la testa e alzatevi in punta di piedi se non vi si vede abbastanza, alzate le braccia e applaudite le mani per farvi sentire. Non si parla di orgoglio, come molti dicono. É vero che non serve a nulla, sono d’accordo, ma proprio per questo io sono convinta che sia estremamente importante non diventare degli zerbini. Ma vi pare?
Calpestate a tutte le ore del giorno e della notte, da chiunque varchi la soglia.
Mai!
Il regalo che farete a voi stesse per non esservi sottomesse sarà essere circondate da persone che vi prenderanno la mano e vi stringeranno forte sia quando avrete paura sia quando sarà il momento di spronarvi. Faranno il tifo per voi e brontoleranno con voi!
Bibliografia:
- W. Shakespeare, La bisbetica domata, tr. it. di Rossella Ciocca, in Tutte le opere di William Shakespeare, Vol. II. “Le commedie”. a cura di Franco Marenco, Milano, Bompiani, 2015.
- W. Shakespeare, La bisbetica domata, Mondadori, 2019.
- Laura Snapes, “Charli XCX brat review.”, The Guardian, 2024.