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Ivrea in arancione: il rito collettivo dello storico Carnevale

reportage di Elisa Riassetto

Carnevale di Ivrea edizione 2026

Tra le tradizioni carnevalesche italiane, una delle più suggestive e conosciute è lo Storico Carnevale di Ivrea, celebre per la sua iconica Battaglia delle Arance. Per l’occasione, una settimana all’anno, il ritmo della città di Ivrea si sovverte: ogni negozio, scuola o attività rimane chiusa e le vie principali si popolano di fiumi di persone, eporediesi e non, pronte ad assistere alla grande festa. Anche quest’anno, le aspettative non sono state deluse.

Come ogni anno, la storica città ha iniziato i preparativi con grande anticipo e già dopo le festività natalizie gli eporediesi sentivano aria di Carnevale. Questa manifestazione è ormai così importante per tutti i partecipanti da rappresentare un vero e proprio rito, una festa che si attende e per cui ci si prepara tutto l’anno. Nonostante la sua lunga e antica tradizione, però, il sentimento che anima i partecipanti non diminuisce mai con gli anni, ma anzi incoraggia e coinvolge sempre più giovani a prendere parte al grande evento.

Per chi non lo conoscesse, il Carnevale eporediese affonda le sue radici nella storia e nella leggenda. Secondo la tradizione i lanciatori di arance si battono in nome di Violetta, figlia di un mugnaio medievale e protagonista del folklore. Il racconto vuole che un famigerato tiranno abbia rivendicato lo ius primae noctis, il diritto a dormire con la sposa durante la prima notte di nozze di Violetta. Invece di sottomettersi, Violetta fece ubriacare il feudatario, lo decapitò nel sonno e mostrò trionfalmente la testa ai cittadini, dando inizio alla rivolta. Da questo gesto di libertà e di ribellione rispetto al tiranno nasce lo Storico Carnevale, che è diventato a tutti gli effetti per gli eporediesi un momento di convivialità, unione, divertimento e anche una valvola di sfogo rispetto alla quotidianità. Ogni anno viene scelta una Violetta odierna, la Mugnaia, che è il simbolo più importante dell’intera manifestazione. La Mugnaia dell’edizione 2026 è stata Valentina Campesato, eporediese nata nel 1992, che è stata eletta il 6 gennaio 2026 e si è presentata all’intera città la sera del 14 febbraio 2026. Solo dopo la rivelazione della Mugnaia la Battaglia delle Arance può avere inizio: le varie squadre di aranceri si sono infatti sfidate nelle giornate di domenica, lunedì e martedì, giorno in cui si è conclusa la battaglia ed è stata proclamata la squadra vincitrice. L’edizione 2026 ha visto trionfare la squadra dei Diavoli aranceri a piedi, che con 99 punti ha conquistato il primo posto, seguita da Scacchi e Picche.

La Mugnaia dell’edizione 2026

L’edizione 2026 ha introdotto anche alcune novità organizzative. Tra le più significative vi è stato lo spostamento dei Diavoli in Piazza Freguglia, scelta che ha portato ancora più energia ed entusiasmo al tiro. Inoltre, sono stati intensificati i controlli di sicurezza e limitato il numero dei partecipanti alla sfilata del sabato, nel tentativo di garantire un maggiore ordine e una gestione più sicura dell’afflusso di pubblico. Misure che dimostrano come, pur restando fedele alla propria identità, il Carnevale continui ad adattarsi alle esigenze contemporanee.

Tra le critiche che ogni anno riemergono, la più frequente riguarda il presunto spreco di arance. In realtà, pochi sanno che gli agrumi utilizzati durante la Battaglia non sono destinati al consumo alimentare: si tratta infatti di prodotti non edibili, provenienti da eccedenze che non verrebbero immesse sul mercato. La loro funzione, per tre giorni, è di essere un simbolo, sempre nel rispetto dell’ambiente.

E forse è proprio questo il punto: a Ivrea le arance non sono solo frutti, ma strumenti di memoria collettiva, parte di un rito che si rinnova da secoli. Tra il rumore dei lanci e il colore che invade le piazze, lo Storico Carnevale di Ivrea non si limita a essere osservato, ma si vive. Ed è per questo che, almeno una volta nella vita, bisognerebbe trovarsi lì, in mezzo alla folla, per capirlo davvero.