“Modernism is a polythetic term, meaning one which refers to a class of objects with a number of shared characteristics, but where no one of these characteristics is essential for membership of the class. (‘Literature’ is another such word.)”
T. Eagleton, “Modernism. A Literature In Crisis”, New Haven: Yale University Press, 2025 p. 9.
Modernismo e marxismo sono due categorie spesso considerate inconciliabili. Eppure, la critica radicale ha corteggiato a lungo la letteratura d’avanguardia nel tentativo di definire l’aspirazione rivoluzionaria dei testi e delle loro forme.
Allo stesso tempo, critici più ortodossi hanno individuato nel modernismo un grave problema: l’avversione per il realismo.
Terry Eagleton torna su questi temi in un saggio coraggioso dove “The Waste Land” perde il suo primato e la bomba a orologeria al centro di “The Secret Agent” di Conrad diviene il cuore pulsante del movimento, sempre sul punto di esplodere. Dando un contributo importante agli studi comparati sulla letteratura sperimentale di inizio Novecento, nelle prime pagine Eagleton paragona il modernismo ai sogni: “perhaps modernism bears something of the same relation to realism as dreams do to our waking life, at once divergent from and dependent on it”. Parafrasando Moretti, siamo di fronte al solito problema di sempre: la storia, la retorica, l’immaginazione e il pericoloso modo in cui si intrecciano; se vi interessa studiare questo modo, segnaliamo “Modernism: A Literature In Crisis”.
In parallelo, consigliamo la lettura dell’ultima monografia di Barbara Lanati, “The Village Generation. Arte e dissenso nel modernismo americano”, Ombre corte, 2024.