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Il muro

Giorgio Lusso, in questa sua riscrittura, elabora in forma di novella l’album The Wall dei Pink Floyd

Prologo – In carne e ossa?

[– metterci comodi?]

Mettiti comodo, mio caro spettatore. Quindi sì, ti interessa della mia vita? Beh, scoprirai he dietro questi occhi freddi, dopo tutto quello che hanno visto e provato, umano o inumano che fosse, c’è una persona in carne e ossa. Ti chiedo solo uno sforzo, di capire l’enorme metafora della vita, e allo stesso tempo della distruzione, che questa opera rappresenta. Abbandona ogni maschera, ogni costume, ogni vessillo e sforzati di metterti nei panni del protagonista, Pink, che, in un modo e nell’altro, rappresenta tutti noi, protagonisti e spettatori allo stesso tempo. Cosa ti aspettavi di vedere? Spero per te non una commedia. O perlomeno, vedrai la commedia umana, nel suo lato più tragico.

Capitolo 1 – Ghiaccio sottile

Pink, amore mio, come stai? Bene, per forza, è appena nato. Come solo un bambino, le sue uniche preoccupazioni sono attendere il giochino, la pappa, l’ora della nanna, il cambio di fasce. Non deve preoccuparsi della vita che lo attende, di quel ghiaccio sottile che separa la sua infanzia dall’oceano dell’esperienza, della vita reale, al di fuori della sua culla. Ma quel ghiaccio spaventa, soprattutto i tuoi genitori. Fuori si sentono le sirene, le bombe che cadono, le esplosioni. L’apprensione per una vita appena nata è enorme, è un segno negativo per il bilancio delle vittime, l’unico brandello di amore che due esseri umani possono condividere e donare in tempo di guerra. Fai attenzione quando corri, hai capito? Non devi inciampare. Fai attenzione alle persone che incontri, non ci si può fidare di nessuno. Pink, hai capito? Siamo i tuoi genitori, lo sai? Ci ami?

Mamma, dov’è andato papà? Papà è volato, sull’oceano fino in cielo. Ci ha portato un ricordo, una cartolina impressa nella memoria. Possiamo metterla nell’album di famiglia. Anzio, in Italia, una bella località marina, avrei sempre voluto andare in Italia con tuo padre. Fai attenzione, le barche non sono mai sicure, e l’acqua, proteggiti sempre. Anzi, evitala il più possibile. Ti amo, Pink. Che cosa ci ha lasciato papà, che cosa ti ha lasciato papà? Hai già perso qualcuno, Pink, e sei solo così piccolo. Ti ha lasciato solo un altro mattone per il muro.

Quando si cresce, è normale incontrare svariate persone. Alcune, che con l’avanzare dell’età diventeranno sempre meno, sono simili a te, ti piace starci vicino, ti fanno sentire bene e soddisfatto. Altre, che sempre col tempo imparerai a schivare, faranno di tutto per renderti la vita impossibile. I primi anni di vita, però, queste persone non si possono schivare. Ci sono certi insegnanti che basano la propria carriera precettoria sull’umiliarti, sul ricercare chirurgicamente tutte le tue debolezze, che con tanta fatica stavi nascondendo ai loro occhi. Pronti a esporle a tutti, non tanto per farti deridere dai tuoi compagni, quanto perché siano loro stessi a poterlo fare. Tanto lo sappiamo tutti che quelli sono gli stessi che in casa vengono repressi dalle mogli, vengono tenuti e strizzati per bene per i genitali, dovranno pur sfogarsi in qualche modo. Col senno di poi, capirai che quelli erano i più bei giorni della tua vita.

Noi diciamo che non ci serve un’educazione, non in questo modo! Non ci serve qualcuno che ci dice come pensare, come ragionare, come parlare, come muoverci. Non c’è bisogno di battutacce nei nostri confronti, il sarcasmo non aiuta a crescere. E questo non è sarcasmo, è pura crudeltà. Insegnanti, lasciateci in pace! Insegnanti di cosa, poi? Insegnanti, lasciateci in pace! È sbagliato! Fallo di nuovo! D’altronde, è solo un altro mattone nel muro.

Mamma, mamma mi senti? Ascolta qui. Pensi che piacerà al pubblico? Starà già piacendo quello che sto facendo? Mamma, le bombe non cadranno più, vero? Papà sta bene? Posso fidarmi del governo? Amore mio, non devi preoccuparti di nulla. Ci sarò sempre per te. Farò avverare tutti i tuoi sogni. Ti starò sempre a fianco. Incubi, dici? Non esistono gli incubi, amore della mamma, sono tue inutili preoccupazioni. Non aver paura, ne ho già io fin troppe per te. È tutto bellissimo, amore, ma ti stai curando di te? Pensi sempre a quello che ti dico? Non farmi stare in pensiero, non farmi essere apprensiva. E, quella ragazza che frequenti, prima ancora di chiedermelo, non è quella giusta. Non mi piace, è troppo sbarazzina. Preferirei che non uscissi con persone così, hai capito? Oh, ma io lo dico per te, Pink, lo sai che ti amo, vero? Ma a me lei piace, mamma. E poi io ci credo davvero agli incubi, mamma. Io urlo la notte, non mi senti? Penso a papà, all’immagine che mi rimane. Mi stai aiutando a costruire il muro, ma doveva essere così alto, mamma?

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