Giulia Sabatino, in questo testo, descrive la presa di coscienza di Giulietta, che decide di ribellarsi al violento Romeo, nell’ottica del corso di Letterature Comparate, Shakespeare e il paesaggio culturale italiano (Prof.ssa Chiara Lombardi).
“La mia riscrittura non ha solo l’obiettivo di descrivere una vittima di violenza ma anche di dare voce a chi, come Giulietta, ha vissuto nel silenzio e nella rinuncia. Giulietta diventa consapevole di se stessa grazie alla Nora di Ibsen: il teatro viene inteso come un fulmine improvviso che conduce dalla prigionia alla liberazione”.
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Nel 1891, al Teatro dei Filodrammatici di Milano, va in scena la prima rappresentazione italiana di Casa di Bambola di Henrik Ibsen. Sul palco la divina Eleonora Duse interpreta il ruolo di Nora, rapendo l’attenzione del pubblico- tra cui una giovane spettatrice di nome Giulietta Capuleti, la cui vita cambierà radicalmente dopo quello spettacolo.
Atto I- Infanzia
Giulietta ha sempre amato il teatro. Il suo primo ricordo risale a quando, da bambina, lei e sua madre usavano la stoffa scarlatta delle tende per costruire un piccolo sipario nell’androne di casa. Lì recitavano insieme, davanti al resto della famiglia. Su quel palcoscenico improvvisato, Giulietta guardava sua madre negli occhi, coglieva il suo sorriso appena accennato, e si sentiva al sicuro e amata.
Un grigio pomeriggio d’autunno, mentre passeggiava nel cortile ammirando i colori delle foglie, vide sua mamma gettarsi dal balcone. Il suo corpo si schiantò sul prato gelido, e Giulietta assistette impotente al suo ultimo respiro. Non comprese il motivo di quel gesto, ma da quel momento si trovò sola, abbandonata. Rimase con il padre, un uomo severo e conservatore. Lui, incapace di elaborare il lutto, iniziò a privarla delle sue passioni: le proibì di leggere e di avvicinarsi al teatro, così Giulietta crebbe intrappolata tra le mura di casa, in una vita vuota fatta di silenzio e rinunce. Giulietta non lo vide mai versare nemmeno una lacrima per la morte della madre e si convinse che il suo comportamento fosse solo un modo per affrontare la perdita e proteggere la figlia.