Il manoscritto perduto, alla scoperta di Ronsard

Nella seguente riscrittura viene riportato uno scambio epistolare e un articolo immaginari a seguito di una scoperta straordinaria. Il lavoro è stato presentato da Francesco Fornaseri per il corso di Letterature comparate, Le forme del sonetto, le forme del tragico: da Petrarca a Shakespeare(Prof.ssa Chiara Lombardi)

“Nella seguente riscrittura ho cercato di fornire lo scenario verosimile dell’ipotetico ritrovamento di un manoscritto originale del poeta Pierre de Ronsard. La scoperta viene fatta in un paese della Francia in cui visse l’autore e il ritrovamento coincide con l’anniversario dei cinquecento anni dalla sua nascita.”

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Caro Jacques,

Spero che questa lettera ti trovi in buona salute e serenità. Ti scrivo con una notizia che potrebbe suscitare il tuo interesse, considerando la tua passione per l’archeologia e la ricerca di reperti antichi che raccontano storie dimenticate. 

Mi trovavo, secondo la mia routine quotidiana, nella parrocchia della chiesa a cui sono stato ultimamente assegnato (La Madaleine, qui a Vendôme) a sistemare la vecchia cantina quando ho fatto una scoperta che potrebbe essere di interesse per te e per la tua fervida curiosità verso il passato.

Tra i vecchi scaffali polverosi e oggetti dimenticati da anni, ho trovato un reperto che sembra essere un antico manoscritto o, per meglio dire, un frammento di uno. È stato un ritrovamento inaspettato, un pezzo di storia che sembrava attendere pazientemente di essere scoperto.

Mi ha colpito particolarmente la sua natura fragile e il modo in cui le parole scritte con cura su pergamena sono sopravvissute al passare dei secoli. Non sono un esperto in materia, ma sembra trattarsi di un testo molto antico, forse risalente a diversi secoli fa.

Le righe scritte con inchiostro sbiadito sembrano raffigurare un antico canto o una poesia. È possibile che possa trattarsi di una qualche composizione religiosa, dato il contesto in cui è stato trovato, ma non posso escludere altre possibilità.

Riesco a leggere solamente alcune parole che mi riconducono però a tutt’altro contesto: rais, Amour, les yeux de ** dame e Archer (che si ripete due volte).

Riconosco che il mio interesse per questo ritrovamento è nato anche dal desiderio di capire meglio la storia della nostra chiesa e della comunità che l’ha preceduta. Ecco perché ho pensato a te, sapendo quanto tu sia appassionato nell’esplorare il passato attraverso reperti simili e quanto il tuo lavoro lo preveda.

Se ritieni che possa essere di interesse per i tuoi studi o se hai qualche collega che potrebbe offrire ulteriori informazioni o analisi su questo frammento, sarei più che felice di condividerlo con te per ulteriori esami.

Attendo con ansia la tua risposta e la tua opinione su questa scoperta. Spero che possa rappresentare un nuovo capitolo nella comprensione della nostra storia locale.

Con stima e cordialità,

tuo amico e parroco di Vendôme, Francois.                                                                                11 settembre 2024

Caro amico,

La tua lettera è stata una piacevole sorpresa. Sono entusiasta all’idea di poter esaminare personalmente questo affascinante reperto che hai scoperto nella cantina della chiesa. La storia nascosta dietro questi antichi manoscritti è sempre stata fonte di grande fascino per me.

Ti avverto, potresti avere tra le mani un oggetto di grande rilevanza: data la tematica amorosa potrebbe essere una poesia di un importante autore del 1500 o 1600 francese come Marot, Pierre de Ronsard o Pontus de Tyard!

Sto facendo il possibile per raggiungerti al più presto possibile. Ho già preso le misure necessarie per organizzare il mio viaggio e non vedo l’ora di gettare uno sguardo su quel frammento di storia.

Ti terrò aggiornato sui dettagli del mio viaggio e ti garantisco che arriverò non appena possibile. Grazie ancora per questa straordinaria opportunità.

Con sincera amicizia,

Jacques.                                                                                                                                       19 settembre 2024

Le Figaro                                                   25/09/24             

Un sonetto inedito di Pierre de Ronsard ritrovato da un prete in una chiesa a Vendôme

Di Antoine Matuidi

Vendôme, Francia – Un’emozionante scoperta ha lasciato sbalorditi gli studiosi e gli appassionati di poesia: il manoscritto originale di un celebre sonetto attribuito al celebre poeta rinascimentale francese Pierre de Ronsard è stato ritrovato in una chiesa qui dal prete della parrocchia di Vendôme.

Il reverendo Francois Clauss, responsabile della chiesa locale del piccolo paese di Vendôme, ha fatto questa straordinaria scoperta durante una recente opera di restauro all’interno della struttura religiosa. Mentre esaminava una vecchia cassa di libri e manoscritti dimenticati, ha trovato un antico manoscritto che sembrava risalire a secoli addietro.

All’interno di questo volume, tra pagine ingiallite e polvere accumulata nel corso del tempo, giaceva un frammento di pergamena contenente ciò che sembrava essere un sonetto inedito di Pierre de Ronsard. L’opera è stata riconosciuta come il celebre sonetto III dell’opera Les Amours dell’autore rinascimentale.

Il reverendo Clauss, sorpreso e al contempo emozionato dalla scoperta, ha espresso la sua gratitudine allo storico e amico Jacques Digne, che ha permesso il riconoscimento del sonetto.

Il sonetto riflette la struggente dualità di essere affascinati dalla dolcezza e dalla passione dell’amore, pur subendo la sofferenza e la struggente bellezza di esso. Riprende a pieno il modello petrarchesco molto diffuso all’epoca.

Così recita la poesia:

Entre les rais de sa jumelle flame
Je veis Amour qui son arc desbandoit,
Et dans mon cœur le brandon espandoit,
Qui des plus froids les mouelles enflame:
     

    Puis en deux partes près les yeux de ma Dame
Couvert de fleurs un reth d’or me tendoit,
Qui tout doré blondement descendoit
A flots crespu sur sa face pendoit             
    

     Qu’eussaé-je fait ? L’Archer estoit si doux,
Si doux son feu, si doux l’or de ses nouds,
Qu’en leurs filets encore je m’oublie.
     

      Mais cest oubly ne me travaille point,
Tant doucement le doux Archer me poingt,
Le feu me brusle, et l’or crespe me lie.

Pare infatti che il poeta, dopo i successi alla corte francese di Enrico II, Francesco II e Carlo IX, per via dei crescenti problemi di salute da cui era affetto, scelse di passare i suoi ultimi anni di vita lontano dai fasti di palazzo, soggiornando nella sua casa a Vendôme.

“Il potere e la bellezza della poesia possono sorprendere in modi inaspettati. Ritrovare un manoscritto originale di un maestro come Pierre de Ronsard in un luogo così sacro è un evento che mi ha lasciato senza parole”, ha commentato Digne.

La notizia di questo ritrovamento ha già suscitato grande interesse tra gli accademici, gli amanti della letteratura e gli storici, e molti si attendono con impazienza ulteriori analisi e studi approfonditi per datare esattamente il manoscritto.

Si dà il caso che la scoperta di questo sonetto di Ronsard sia avvenuta esattamente 500 anni dopo la nascita dell’autore (11 settembre). Il ritrovamento rappresenta un momento che offre una nuova prospettiva per apprezzare e comprendere ancora di più il genio poetico di uno dei grandi maestri della letteratura francese.

Bibliografia:

Pierre de Ronsard, éd. critique par Paul Laumonier, Paris, Didier, 1935. Ed. it di rif. Amori, a cura di C. Greppi, Milano, Mondadori, 1990. Wikipedia Pierre de Ronsard: https://it.wikipedia.org/wiki/Pierre_de_Ronsard

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