Tutti gli articoli di Redazione Blog Culture Comparate

CALL #4: Antony and Cleopatra

“Eternity was in our lips and eyes”

La redazione del blog degli studenti di Culture e Letterature Comparate di Torino è lieta di annunciare una nuova Call for Short Narrative and Poetry nell’ambito del seminario “Foyer Shakespeare – Nothing like the sun. Leggere, tradurre, insegnare Shakespeare in Italia (1623-2023)”.

La Call è aperta a scritture, riscritture e adattamenti del dramma Antony and Cleopatra. I contributi selezionati saranno pubblicati sul Blog degli studenti di Culture e Letterature Comparate (culturecomparate.it) e verranno letti in un reading organizzato dalla redazione.

Questa call offre la possibilità di utilizzare differenti fonti per la documentazione che rientrano in 3 sezioni differenti:

  1. Il testo del dramma (Per la sua consultazione segnaliamo che è presente nelle Biblioteche dell’Università).  
  2. L’articolo: Shakespeare’s “Antony and Cleopatra”: Power and Submission di Roberta M. Hooks, reperibile al seguente link: https://www.jstor.org/stable/26304094?searchText=antony+and+cleopatra&searchUri=%2Faction%2FdoBasicSearch%3FQuery%3Dantony%2Band%2Bcleopatra%26so%3Drel&ab_segments=0%2Fspellcheck_basic_search%2Fcontrol&refreqid=fastly-default%3A17b56807e78ec2c2ea7a21213e5a3550&seq=1
  3. E la partecipazione alla lezione seminariale che si svolgerà in data 1/12/2025 ore 10:00 in aula 37 presso Palazzo Nuovo dedicata ad Antonio e Cleopatra con ospite Gilberto Sacerdoti (Università di Roma Tre)


Novità: Per questa call abbiamo deciso dare uno spunto tematico (non obbligatorio, ma ben accetto). Vorremo che i testi utilizzino il dramma e i suoi temi come strumento di analisi della nostra contemporaneità, poiché riteniamo la riscrittura dei classici può diventare un’utile lente di ingrandimento sulle dinamiche della società moderna.

La scadenza per le consegne è prevista per il 15/12/2025

La Redazione del Blog si riserva la possibilità di selezionare fino a un massimo di 10 contributi tra racconti brevi, poesie, dialoghi e forme ibride.

Specifiche per i contenuti:

  • Racconti brevi, forme ibride (come prosa poetica); MAX. 4000 battute.
  • Dialoghi; MAX. 4 pagine di testo Word.
  • Poesie numero libero di versi; MAX. invio di 3 contributi, senza particolari limitazioni
    per un massimo di 4 pagine di testo Word.

Modalità di invio:
Gli elaborati in formato Word (.doc/.docx) e rinominati [CALL#4_nome_cognome_titolo] dovranno essere inviati all’indirizzo mail: redazione.blogcomparate@gmail.com. Dopo la ricezione dei contributi, nel caso in cui la vostra riscrittura fosse selezionata, riceverete l’allegato ‘Delibera_Allegato B_Call_Shakespeare’ che dovrà essere compilato e inviato al medesimo indirizzo mail.
All’interno dello stesso file Word vi chiediamo di specificare nuovamente il vostro nominativo, il titolo della riscrittura e il vostro recapito mail.

Vi ringraziamo per la partecipazione! E attendiamo i vostri contributi.

La Redazione.

❧ SEGNALE 7 “Paleoestetica” Michele Cometa

L’“ingenuità” del nostro spettatore non si fonda sul fatto che lo sguardo, il vedere sono fatti eminentemente bioculturali, in cui la fisiologia dell’occhi e i “modi di vedere” – per dirla con John Berger – contribuiscono a fondare i regimi scopici che articolano il fare-immagini. Ma anche, e soprattutto, sul fatto che ogni immagine (e ogni manufatto artistico), come ci ha insegnato la prospettiva fenomenologica, costruisce una proiezione del Sé, una metonimia del Sé, e non nel senso di una mera protesi. Attraverso l’immagine di il Sé si costituisce, si fonda in una relazione in cui l’alienazione è solo l’altra faccia della costruzione della soggettività.

M. Cometa, Paleoestetica. Milano: Raffeallo Cortina, 2024, p. 60

Michele Cometa insegna Storia della Cultura e Cultura visuale presso l’Università degli Studi di Palermo, è uno dei più autorevoli sostenitori in italia dei cultural studies, oltre che mediatore di molti classici della storia dell’Estetica. In questo volume segue una prassi già sperimentata altrove (come in Il «Trionfo della morte» di Palermo. Un’allegoria della modernità, Quodlibet 2017): a partire dall’analisi di un luogo d’arte specifico, la Grotta dell’Addaura nei pressi di Palermo, si allarga in ragionamenti sullo statuto delle immagini e della loro percezione. Attraverso un approccio multidisciplinare e sfaccettato Paleoestetica giunge a conclusioni rilevanti non solo nel campo della pittura primitiva, ma anche in quello assai più allargato del valore antropologico dell’arte.

Miti di fondazione – le riscritture dei classici

Cosa sono i miti di fondazione e perché ancora oggi è importante analizzarli e riscriverli? Un mito di fondazione riguarda la genesi di un sistema sociopolitico, è la prima forma di narrazione di un’entità organizzata che celebra con il mito l’aggregazione di persone in comunità. Un tema attuale da sempre e che per sempre resterà attuale. Celebrare questi sistemi significa celebrale la nostra umanità, il nostro bisogno di relazionarci con il prossimo per il raggiungimento dei nostri obiettivi, per la necessità di uno scambio culturale ed economico. Ricordare la fondazione della città di Torino o la leggendaria Atlantide, attualizzare ciò che per secoli ha destato meraviglia nei lettori, è un passo importante per legare nuovamente i singoli individui a quel senso di comunità spesso dimenticato; significa ricordare come ricordarono gli antichi che la fondazione di questi agglomerati sociali, di queste pseudo-città, e la loro possibile caduta, sia un evento degno di diventare mito e di essere ricordato e celebrato al pari degli dei. Dobbiamo nuovamente trovare questo senso di importanza nella comunità di cui tutti facciamo parte.

a cura di Matteo Bonino e della Redazione del Blog

Continua la lettura di Miti di fondazione – le riscritture dei classici